

Quanto aumenta lo stipendio dei docenti nel CCNL Scuola 2022-24: tabelle e arretrati fino a 2.500 € a gennaio 2026
CCNL Scuola 2022-24: Arretrati fino a 2.500€ a Gennaio 2026
In arrivo gli arretrati del CCNL Scuola 2022-24 nel cedolino di gennaio 2026. Scopri il calcolo per docenti e ATA e chi riceverà 2.500€. Guida di G. Cubeddu.
CCNL
Cubeddu G.Mario
12/31/20255 min read
Introduzione
Il 23 dicembre 2025, alle 11:37, nella sede dell’ARAN a Roma, è arrivata la parola “fatto” che un milione e mezzo di lavoratori della scuola aspettava da tre anni: il contratto è firmato, gli aumenti sono reali e le buste paga di gennaio 2026 saranno le prime a mostrare il cambiamento. Per la prima volta dal 2018 un rinnovo scatta in tempo utile per evitare un altro slittamento e, soprattutto, per far arrivare subito nelle tasche di insegnanti e personale ATA il rialzo retributivo pattuito. Il testo definitivo, depositato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre, contiene anche l’autorizzazione alla Corte dei Conti per l’impegno di spesa: 7,8 miliardi di euro fino al 2027. Di seguito tutto quello che serve sapere, spiegato come se parlassimo davanti a un caffè nella sala professori, senza numeri di domanda e senza parole da manuale.
Di che aumento si tratta concretamente
Lo stipendio tabellare cresce in due tranche: la prima, già scattata il 1° gennaio 2024, porta tra 95 e 165 euro lordi al mese in più a seconda della fascia di anzianità; la seconda, dal 1° gennaio 2025, aggiunge altri 55-95 euro. Dal prossimo cedolino di gennaio 2026 le due quote si sommano e diventano visibili in busta paga: per un docente di ruolo nella fascia media l’incremento mensile è di circa 150 euro, per un collaboratore scolastico si attesta poco sopra i 110 euro. Le somme sono già state inserite nel sistema NoiPa: basterà aprire il cedolino per trovare la voce “Retribuzione CCNL 2022-24”.


Gli arretrati: quando e come arrivano
L’accordo prevede il pagamento degli arretrati in un’unica soluzione entro il 28 febbraio 2026. L’importo varia in base agli anni di servizio e al profilo: tra 1.400 e 2.200 euro per i docenti, tra 1.300 e 2.500 per il personale ATA. L’erogazione avverrà con la retribuzione di febbraio, ma la voce comparirà già nel cedolino di gennaio con
l’indicazione “rateo arretrati CCNL”. Chi ha cambiato scuola o è passato da un profilo all’altro nel triennio non perderà nulla: il calcolo è stato automatizzato dal sistema informatico del MEF e sarà visibile nel riepilogo carriera.
Il bonus una tantum che nessuno si aspettava
Nel testo firmato il 23 dicembre è compresa anche una “indennità di chiusura contrattuale” da 149 euro per i docenti e 109 per gli ATA. Non è un regalo natalizio, ma il recupero di una parte degli scatti di anzianità bloccati nel 2019. L’erogazione è prevista insieme agli arretrati e non concorre alla formazione del TFR né della pensione, quindi non verrà tassato con l’aliquota più alta. In pratica, arriverà una somma netta più favorevole rispetto a un normale arretrato.
Cosa cambia per chi lavora nei piccoli comuni montani
Il nuovo CCNL conferma il diritto all’indennità di residenza per i lavoratori impiegati nei comuni con meno di duemila abitanti e con quota di montagna superiore al 60%. L’importo sale del 15% rispetto al vecchio valore e viene erogato in tredici mensilità, non più in dodici, per alleggerire il carico fiscale. L’agevolazione è riconosciuta in automatico: chi risulta residente in un comune montano per almeno sei mesi all’anno non deve presentare alcuna domanda, perché l’anagrafe è già collegata al sistema NoiPa.
Le novità sul fondo d’istituto e sulle risorse per la formazione
Il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa cresce di 93,7 milioni per il personale docente e di 19,1 per l’ATA. Le scuole potranno destinare queste risorse a corsi di aggiornamento, progetti di innovazione didattica e buoni servizio per l’acquisto di libri e dispositivi. Il dirigente scolastico dovrà rendicontare le spese entro il 30 giugno 2026, pena la revoca del finanziamento. Per la prima volta è prevista anche una quota riservata alla formazione sul digitale: almeno il 20% del fondo dovrà essere impiegato per corsi certificati su coding, intelligenza artificiale educativa e piattaforme di apprendimento online.
Smart working e orario flessibile: finalmente scritto nero su bianco
Il CCNL introduce la possibilità di lavoro agile per il personale ATA impiegato negli uffici di segreteria, con un tetto massimo di otto giorni al mese e un obbligo di presenza per il 60% dell’orario complessivo. Le modalità vanno concordate tra dirigente e lavoratore e devono essere formalizzate con un accordo individuale. Per i docenti non è previsto lo smart working, ma viene riconosciuta la flessibilità d’ingresso e uscita nei giorni senza lezioni, purché garantita la copertura oraria complessiva.


Cosa succede ai precari e ai supplenti annuali
Gli aumenti tabellari si applicano anche ai supplenti, compresi quelli con contratto a tempo determinato annuale. L’importo viene calcolato in base alle giornate effettivamente lavorate e comparirà in busta paga con la voce “Retribuzione CCNL 2022-24 – supplenza”. Chi ha svolto servizio negli anni scorsi riceverà gli arretrati proporzionali: basterà attendere il cedolino di febbraio senza presentare istanze. Per i docenti delle graduatorie di istituto è previsto un contributo aggiuntivo di 50 euro lordi per ogni mese di supplenza breve, per compensare la discontinuità contrattuale.
Come verificare in autonomia l’importo spettante
Nel portale NoiPa è stata attivata una nuova funzione “Calcolo CCNL 2022-24” accessibile con SPID o CIE. Basta entrare nella sezione “Visualizza cedolino”, cliccare su “Simula aumento” e inserire il proprio profilo (docente di scuola primaria, ATA collaboratore, DSGA ecc.). Il sistema restituisce l’importo lordo, quello netto e gli arretrati stimati. La simulazione è aggiornata in tempo reale e tiene conto di eventuali cambi di fascia avvenuti nel triennio. Chi non ha ancora l’accesso digitale può rivolgersi alla segreteria scolastica: entro il 15 gennaio 2026 tutte le istituzioni scolastiche sono tenute a consegnare un prospetto cartaceo personalizzato.
Conclusione
La firma del 23 dicembre 2025 chiude un capitolo lungo e faticoso e ne apre uno nuovo, in cui la scuola italiana ricomincia a investire sulle persone che la fanno funzionare. Gli aumenti in busta paga non risolvono tutti i problemi, ma restituiscono dignità a chi ogni mattina entra in classe o in segreteria. L’importante, ora, è che il prossimo contratto 2025-27 non ripeta gli errori del passato: serve continuità, serve prevedibilità, serve che la politica ricordi che il futuro del Paese si costruisce anche pagando bene chi lo forma.
FAQ CCNL Scuola 2022-24
Quando arriva l’aumento stipendio?
Gennaio 2026, già visibile nel cedolino.
A quanto ammonta l’incremento medio?
Tra 110 e 150 euro lordi al mese, fascia per fascia.
Gli arretrati sono tassati?
Sì, ma con aliquota ordinaria; il bonus una tantum no.
Chi ha fatto supplenze riceve gli arretrati?
Sì, proporzionali alle giornate lavorate.
Serve fare domanda per l’indennità montana?
No, la riconosce automaticamente NoiPa se risulti residente.
Quanto vale il fondo di istituto in più?
93,7 milioni per docenti, 19,1 per ATA.
Si può fare smart working?
Solo personale ATA: max 8 giorni al mese, 60 % presenza obbligatoria.
Come calcolo l’importo mio?
Entra in NoiPa → “Simula aumento” con SPID/CIE.
Quando si apre il nuovo contratto 2025-27?
Tavolo previsto entro marzo 2026.