

Legge 104 2026, tutte le novità per caregiver e lavoratori fragili: più permessi, congedo salva-posto e smart working prioritario
Legge 104: Ultime Notizie e Tutte le Novità del 2026
Quali sono le novità per la Legge 104 nel 2026? Tutte le ultime notizie su permessi, agevolazioni fiscali e nuovi requisiti. L'inchiesta di Giovanmario Cubeddu.
DIRITTI BONUS E LAVORO
Cubeddu G.Mario
1/5/20267 min read
Dal 1° gennaio 2026 la Legge 104 cambia: più permessi, congedo salva-posto e smart working prioritario per chi assiste malati gravi.
Dal 2020 in poi migliaia di famiglie hanno raccontato in audizioni e petizioni quanto fosse dura conciliare terapie e stipendio. Le storie hanno convinto governo e parlamento a scrivere un provvedimento urgente: il decreto 106/2025, diventato legge il 30 dicembre 2025 e operativo da capodanno. Non è una “nuova” 104, ma un corredo di regole in più per chi ha un’invalidità grave o accudisce una persona con patologia oncologica o cronica al 74%. I tre giorni di permesso al mese, lo spostamento tra i periodi e il congedo biennale restano come sempre; ora però arrivano permessi aggiuntivi, congedo salva-posto e diritto prioritario allo smart working.
Dieci ore in più all’anno per visite ed esami
Il primo regalo del 2026 è un pacchetto di dieci ore aggiuntive retribuite, utilizzabili in minuti o in frazioni di un’ora, senza vincolo di preavviso se non quello tecnico di inserimento nel sistema aziendale di timbratura. Servono per accompagnare il figlio a un’ecografia, per fare la tac di controllo, per ritirare esami o per sedute di fisioterapia. Le ore si sommano ai classici tre giorni mensili e non possono essere convertite in denaro: se non si usano entro il 31 dicembre si perdono. Spettano al lavoratore stesso quando l’invalidità è grave, oncologica o cronica, e ai genitori di minori fino a diciotto anni con analoghe condizioni. Non servono autocertificazioni complicate: basta la prenotazione della visita o la semplice indicazione dell’orario, mentre l’INPS provvede al rimborso all’azienda entro sessanta giorni. L’obiettivo è togliere il peso del giustificativo e rendere la vita quotidiana meno burocratica.


Congedo lungo salva-posto: fino a ventiquattro mesi senza paura del licenziamento
La paura più grande del caregiver è tornare e non trovare più la scrivania. Dal 2026 il periodo di comporto si blocca: si può stare assenti fino a ventiquattro mesi, continuativi o frazionati, senza che il datore possa procedere alla risoluzione del rapporto per eccesso di assenze.
ma mantiene intatti anzianità, contributi e posizione previdenziale; al rientro si ha diritto alla stessa qualifica o a quella equivalente. L’unico obbligo è comunicare con almeno quindici giorni di preavviso l’inizio e la durata presunta; se la prognosi cambia, si può prorogare o ridurre senza formalità aggiuntive. Questa misura si aggiunge ai due anni già previsti dalla Legge 104, ma con la differenza che ora il blocco del comporto è automatico: non serve più ricorrere al tribunale o alle conciliazioni. Al termine del congedo, inoltre, scatta il diritto alla riqualificazione professionale: il fondo interprofessionale finanzia corsi di aggiornamento per rientrare in azienda con competenze aggiornate.
Smart working prioritario: il lavoratore fragile sceglie prima di tutti
Quando le mansioni lo consentono, il lavoratore che ha esaurito il congedo o che non lo ha mai richiesto può chiedere la modalità agile. Dal 2026 la domanda ha caratura assoluta: l’azienda non può rifiutare se l’attività può essere svolta da remoto, deve motivare per iscritto il diniego e comunicarlo all’Ispettorato territoriale del lavoro entro sette giorni. In pratica, il diritto precede qualsiasi altro criterio di turnazione o di produttività. L’accordo si stipula individualmente e può prevedere orari flessibili, pause per le terapie, reperibilità ridotta durante le fasi di cura. Il tutto senza decurtare lo stipendio o i diritti previdenziali. Per le piccole imprese con meno di quindici dipendenti è previsto un credito d’imposta del 30% sulle spese per acquisto di pc, connessione e software di sicurezza, in modo da non trasformare il diritto in un costo insostenibile.


Anche i lavoratori autonomi entrano nel cerchio protettivo
Fino al 2025 la Legge 104 riguardava solo i dipendenti. Dal 2026 anche i liberi professionisti iscritti a gestioni private o all’INPS possono sospendere gli incarichi continuativi per un massimo di trecento giorni, frazionati o continuativi, quando la patologia grave colpisce loro stessi o un familiare con invalidità superiore al 74%. Basta inviare una comunicazione via PEC al committente e copiare l’ordine professionale:
non si incorre in penali né si perde la commessa, che viene semplicemente prorogata. Durante la sospensione si continua a versare i contributi minimi: l’INPS copre l’importo con un fondo specifico finanziato dal contributo solidarietà dello 0,2% applicato sulle parcelle. Così anche il consulente, l’architetto o il traduttore possono fermarsi per accompagnare il figlio alle radiazioni senza vedere crollare il reddito e la carriera.
Come si richiedono le nuove tutele: la procedura in quattro mosse
Il percorso è stato alleggerito. Primo passo: certificazione medica rilasciata dal medico di base o dallo specialista che attesta la patologia grave o l’invalidità del 74%. Secondo passo: caricamento della certificazione sulla piattaforma INPS usando la Tessera Sanitaria o l’identità digitale; l’Istituto rilascia in tempo reale un codice univoco che fa da titolo per i permessi. Terzo passo: comunicazione al datore di lavoro via mail o modulo aziendale, indicando le date in cui si intende usare le dieci ore o l’inizio del congedo. Quarto passo: monitoraggio automatico: l’INPS eroga l’indennità all’azienda entro sessanta giorni, mentre il lavoratore vede aggiornato il proprio cedolino con le ore retribuite o i mesi di congedo. Non servono più visite di controllo periodiche salvo casi di revisione dell’invalidità; il medico curante può aggiornare la prognosi direttamente online.
Cosa cambia per le aziende: adempimenti e incentivi
Il datore deve solo inserire nel sistema paghe il codice causale “L104-2026” per le dieci ore aggiuntive o “L104-CG” per il congedo; il resto è automatizzato. Non ci sono oneri aggiuntivi perché l’INPS rimborsa sia la retribuzione che i contributi. Per le PMI che adottano lo smart working prioritario è previsto un credito d’imposta del 30% sulle spese tecnologiche fino a 5.000 euro annui, mentre le grandi aziende possono accedere al Fondo Nuove Competenze per riqualificare chi rientra dal congedo. In caso di violazione del diritto, l’Ispettorato può irrogare sanzioni da 500 a 3.000 euro per ogni dipendente interessato, salvo reiterazione che comporta la sospensione degli incentivi statali per due anni.


I numeri della riforma: quanti potranno beneficiarne
Secondo l’ultimo rapporto INPS, in Italia sono circa 1,3 milioni i lavoratori che già utilizzano la Legge 104 per sé o per assistere un familiare. Stime aggiornate al 2025 indicano che almeno 350.000 di loro rientrano nella casistica “patologia grave o oncologica” e potranno quindi accedere alle dieci ore aggiuntive.
Il congedo salva-posto interesserà una platea più ristretta,stimata in 70.000 unità, perché molti preferiranno continuare a lavorare in smart working.
I liberi professionisti coinvolti ammonterebbero a circa 120.000, ma solo il 40% ha incarichi continuativi sufficienti a giustificare la sospensione. Il costo per lo Stato è valutato in 480 milioni di euro per il triennio 2026-2028, coperti dal contributo di solidarietà dello 0,2% sulle retribuzioni sopra i 100.000 euro annui e dal fondo sanitario nazionale.
Domande frequenti sulle novità 2026
Può cumularsi il congedo con i tre giorni mensili? Sì, ma non contemporaneamente: si può usare il congedo lungo e, al rientro, riprendere i permessi mensili più le dieci ore. Le dieci ore valgono anche per il coniuge? No, restano riservate al lavoratore stesso o ai genitori di minori fino a diciotto anni. Lo smart working è forever? Vale fino a revoca della patologia grave, ma può essere rinnovato di anno in anno presentando una nuova certificazione. E se l’azienda ha meno di quindici dipendenti? Il diritto allo smart working resta, ma il contributo tecnologico sale al 50%. Serve il permesso del medico competente? No, basta la certificazione del medico curante; il medico competente può solo suggerire aggiustamenti ergonomici.
Come prepararsi al meglio: check-list per il lavoratore
Verifica che la percentuale di invalidità sia pari o superiore al 74% e che la patologia rientri nei codici gravità previsti (tumori, SLA, Sclerosi Multipla, patologie cardiache o renali in stadio avanzato). 2. Scarica l’app INPS Mobile e abilita l’identità digitale SPID o CIE per velocizzare le pratiche. 3. Parla con il datore: spiega le nuove opzioni e concorda sin da subito un piano di utilizzo delle dieci ore o del congedo, in modo da non lasciare l’organizzazione impreparata. 4. Conserva tutte le mail di comunicazione: in caso di contestazione, la traccia digitale fa testo. 5. Aggiorna il curriculum: se prevedi di usare il congedo lungo, pianifica un corso di aggiornamento gratuito tramite il Fondo Nuove Competenze, così rientri con skill fresche.
Grazie a queste misure, la Legge 104 diventa uno strumento moderno, flessibile e davvero inclusivo: più tempo per curare, meno paura di perdere il lavoro, una società che avvicina welfare e produttività invece di dividerli.
FAQ Legge 104 2026 – cosa cambia davvero
Domanda 1: A chi spettano le 10 ore extra?
Risposta: Al lavoratore con invalidità grave o oncologica ≥74% e ai genitori di minori con analoghe condizioni.
Domanda 2: Le 10 ore si possono spalmare?
Risposta: Sì, in minuti o frazioni, entro l’anno solare, senza passare dal medico competente.
Domanda 3: Il congedo salva-posto è retribuito?
Risposta: No, ma mantiene anzianità e contributi; il licenziamento è bloccato per max 24 mesi.
Domanda 4: Smart working prioritario: quando scatta?
Risposta: Al termine del congedo o in alternativa, se le mansioni lo consentono; l’azienda deve motivare un eventuale diniego.
Domanda 5: Serve ancora la visita INPS?
Risposta: Basta la certificazione del medico curante caricata online; controlli solo su richiesta.