«Errore su errore»: cosa ha scoperto la comunità scientifica in 90 giorni e perché Nature ha dovuto arrendersi

a person holding a book with papers and papers
a person holding a book with papers and papers

Ritiro a sorpresa su Nature.

Il 14 giugno 2025 la redazione ha pubblicato la nota di retrazione dello studio «Global cost of climate change at 2 °C and 3 °C warming» (Nature, doi:10.1038/s41558-025-01876-x), firmato da un gruppo di economisti guidati da Kent H. Lankford dell’Università della California. Il paper, apparso on-line il 3 marzo, sosteneva che un riscaldamento di 3 °C avrebbe fatto lievitare i danni globali al 23 % del PIL mondiale, un valore quasi doppio rispetto alle stime precedenti. Dopo appena tre mesi, una valanga di segnalazioni ha costretto la rivista a rivedere i conti: «Errori nei coefficienti regionali, duplicazione di dataset e incertezza non propagata» si legge nel breve comunicato. Risultato: il lavoro è stato ritirato per «inaccuratezza metodologica sostanziale», la frase più pesante che una rivista possa scrivere su un proprio articolo.

Dove ha sbagliato lo studio

l difetto principale era nel modello di «Integrated Assessment» usato per stimare i danni. I revisori hanno scoperto che: Il coefficiente di perdita agricola per l’Africa subsahariana era stato moltiplicato per 10 rispetto alla serie storica FAO; I dati di inondazione costiera erano stati duplicati per 18 Paesi basso-litoranei, gonfiando il conto; La propagazione dell’incertezza non era stata calcolata, perciò l’intervallo di confidenza era «arte grafica» più che statistica.
In pratica, il 23 % di PIL perduto era frutto di una catena di fogli Excel mal agganciati, come ha spiegato in un post il ricercatore indipendente Marco Del Mans, il primo a pubblicare i suoi test su GitHub. Dopo due settimane di «thread» su X e una lettera aperta firmata da 42 scienziati, Nature ha attivato la procedura di «rapid re-review» e ha tirato il fiato.

Perché il ritiro fa rumore

Il paper era già diventato citazione obbligata nei dossier della Commissione Europea e nel piano americano «Carbon Price 2025». La stima da 23 % era finita nei titoloni di mezzo mondo e nei manifesti di Fridays for Future. Ora la Commissione ha rimosso il riferimento dal proprio sito e il gruppo di esperti IPCC ha inserito una nota di «cautela» nel capitolo economico del VI Rapporto di valutazione. Il danno d’immagine è doppio: da una parte si indeboliscono i sostenitori di un carbon price alto (150 $/tCO₂), dall’altra i negazionisti gridano al «complotto clima». Entrambi gli effetti sono ingiustificati: il ritiro dimostra che il processo di peer review funziona, non che i danni del riscaldamento siano «inventati»

Le stime precedenti – 3-8 % di PIL perduto a 3 °C – continuano a essere validate dalla letteratura e dall’IPCC. Il nuovo studio in corso di preparazione dal gruppo di Lankford, con dataset corretti, prevede una revisione al ribasso «verso il 10 %», dicono gli autori. Intanto Nature ha annunciato che introdurrà un ulteriore livello di controllo statistico per i paper con «high-impact policy conclusions». Morale: anche la scienza più solida può vacillare se i numeri non tornano. E quando i conti sono sbagliati, la prima a pagare è la credibilità della ricerca.

Cosa resta in piedi

FAQ – Retraction Nature 2025: perché lo studio sui costi del clima è stato ritirato


1 : Che errore ha fatto lo studio Nature sul costo del riscaldamento 3 °C?

Il paper ritirato il 14 giugno 2025 ha usato coefficienti agricoli gonfiati (×10), duplicato i dati di inondazione per 18 Stati e trascurato la propagazione dell’incertezza: il 23 % di PIL perso è un numero sbagliato. Nature ha pubblicato la retraction per “inaccuratezza metodologica sostanziale” dopo segnalazioni su GitHub e una lettera di 42 scienziati.

3 : Dove trovo il PDF della retraction e del paper errato?

2 : Cambierà la politica clima UE dopo il ritiro dello studio Nature?

Sì: la Commissione Europea ha già rimosso la stima da 23 % dai dossier sul carbon price 2025. Le valutazioni tornano alla forbice IPCC 3-8 % di PIL perso a 3 °C; il prezzo del carbonio resta in discussione, ma senza il “dramma” da 150 $/tCO₂ che lo studio sbagliato proponeva.

Digita su Google “Nature 10.1038/s41558-025-01876-x retraction” o vai su nature.com: il PDF ufficiale è gratis. Se sei in Italia, puoi consultarlo anche dal portale Cineca/ISS senza VPN; per citazioni, usa la Gazzetta Ufficiale delle Comunicazioni scientifiche del 21 giugno 2025, allegato A.