a map of venezuela and a map of venezuela
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Venezuela 2026: il raid delle due e mezza che ha messo il petrolio sotto i riflettori

Raid USA in Venezuela: Maduro Catturato e Impennata Petrolio Brent

Ultime notizie dal Venezuela: raid USA e cattura di Maduro. Scopri le conseguenze geopolitiche e il nuovo prezzo del petrolio Brent oggi. Analisi di G. Cubeddu.

ESTERI E GEOPOLITICA

Cubeddu G.mario

1/3/20266 min read

Sembrava Capodanno, ma i fuochi erano veri”

Alle 02:34 del 3 gennaio 2026 mia cugina di Los Teques ha scritto su WhatsApp: “Accendete la tv, stanno bombardando Miraflores”. Pochi secondi dopo il cielo si è tinta di verde per riflesso, racconta il fotografo dell’Associated Press che ha scattato la prima immagine: il palazzo presidenziale con il tetto squarciato e una nube che saliva verso l’Avila. Il portavoce del Pentagono, gen. Patrick Ryder, nel briefing delle 6:00 EST ha detto testualmente: “Una forza limitata ma determinata ha neutralizzato le difese venezuelane in meno di sessanta minuti”. I radar venezuelani, aggiornati nel 2023 con tecnologia cinese, sono rimasti off per undici minuti: un buco che ha lasciato passare otto F-35 e due CV-22. Alle 03:05 Nicolás Maduro e Cilia Flores sono saliti su un C-17 diretto a Soto Cano, Honduras. Nessun nome di presidente Usa, solo la firma “Comando Sud” su Truth Social: “Missione compiuta, Venezuela libero”.

Il dossier che ha fatto tremare i banchi d’affari

Il 27 dicembre 2025 il Dipartimento di Stato ha diffuso un report riservato di venti pagine. L’ANSA lo ha recuperato: 34.600 kg di cocaina sequestrati nel 2024 con rotta Venezuela-Florida, il doppio del 2022. Il sospetto è il “Cartello de los Soles”, definito “ramo commerciale del regime”. Ma l’allegato tecnico, evidenziato dal Wall Street Journal, parla chiaro: le riserve venezuelane di petrolio sono 303,2 miliardi di barili (dati BP Statistical Review 2025), il 12 % del fabbisogno statunitense per i prossimi trent’anni. Aggiungici 197 trilioni di piedi cubici di gas (USGS 2025) e 7.000 tonnellate d’oro certificate nell’Arco Minero: valore complessivo 1.800 miliardi di dollari. “Un numero che fa drizzare i capelli a più di un senatore”, ha commentato senza mezzi termini la CNN en Español.

a barrel of oil in front of a map of the world
a barrel of oil in front of a map of the world

Le ragioni di Washington, parole sue

Durante il briefing del 3 gennaio il segretario alla Difesa ha dichiarato: “L’obiettivo è impedire che il narcotraffico finanzi un regime che mina la democrazia”. Tuttavia un funzionario anonimo citato dal Financial Times ha aggiunto: “Se riusciamo a portare la produzione venezuelana a tre milioni di barili al giorno, il prezzo medio cala di otto dollari e il risparmio per i consumatori americani supera i 56 miliardi l’anno”. L’Energy Information Administration ha confermato: ogni dollaro in meno al barile significa 0,6 centesimi in meno al gallone. In un anno elettorale il risparmio alla pompa è un messaggio che non richiede traduzione, nemmeno in Spagnolo.

Boato a Caracas, silenzio a Mosca, tweet da Pechino

Il Cremlino ha convocato d’urgenza il Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Il rappresentante russo, citato da Tass, ha parlato di “aggressione che viola l’articolo 2 della Carta”. La Cina, tramite il portavoce Wang Wenbin, ha chiesto “il rispetto immediato della sovranità venezuelana”. L’Unione Europea si è limitata a invitare “tutte le parti alla moderazione”, evitando la parola condanna. In Brasile il presidente ha schierato 2.500 uomini al confine con l’Amazonas per possibili flussi di rifugiati. L’Organizzazione degli Stati Americani ha sospeso il Venezuela ma non ha raggiunto il quorum per una risoluzione: dieci voti a favore, sette astenuti, tra cui Messico e Argentina. Il silenzio più peso lo ha fatto Cuba: nessuna dichiarazione ufficiale, solo la tv statale che trasmette in loop vecchi discorsi di Fidel.

“Dónde está Maduro?” – la frase che ha riempito la piazza

Alle 08:00 EST il Southern Command ha confermato: “Maduro è vivo e sotto custodia in una struttura sicura di Soto Cano”. Il New York Times ha pubblicato una foto satellitare: C-17 fermo, luci di sicurezza accese. A Caracas, invece, il vicepresidente Delcy Rodríguez ha dichiarato in video: “Non abbiamo prove che il presidente sia vivo, esigiamo una prova immediata”. In meno di un’ora l’hashtag #DóndeEstáMaduro è diventato primo tendenza in Venezuela. Centinaia di persone sono scese in Avenida Bolívar con cartelli scritti a mano. Qualcuno ha portato una foto di Maduro incorniciata di nero. Il governo ha ordinato lo stato di allerta massima e invitato la popolazione a “resistere pacificamente ma con fermezza”. I negozi hanno tirato le saracinesche, temendo saccheggi.

a factory with a map of the world's largest oil refinery
a factory with a map of the world's largest oil refinery

Tre scenari (e mezzo) per il dopo

Scenario uno – Transizione negoziata
Gli USA appoggiano un governo di unità nazionale guidato da un esponente dell’opposizione moderata, con elezioni entro diciotto mesi. In cambio Washington ottiene contratti decennali per petrolio e oro, il Venezuela rientra nel mercato globale e la povertà estrema scende dal 65 % al 35 % in cinque anni, stima il Fondo Monetario Internazionale.

Scenario due – Resistenza armata
Fazioni leali a Maduro, appoggiate da contractor cubani e russi, creano una zona di guerriglia nell’Arco Minero. Il conflitto si protrae, il prezzo del petrolio resta alto e il Venezuela perde altri otto milioni di abitanti per fuga. Il paese diventa un “failed state” caraibico.

Scenario tre – Spaccatura del territorio
L’ovest resta nelle mani di milizie di sinistra, l’est è gestito da clan dell’opposizione, il sud diventa un enclave minerario protetto da contractor privati. Nessuno riconosce nessuno, le risorse finiscono sui mercati neri e il gallone di benzina americano resta sopra i 3,5 dollari.

Scenario tre e mezzo – Mediazione vaticana
Cina, Brasile, Norvegia e Vaticano ottengono la liberazione di Maduro e un esecutivo transitorio neutrale. Le sanzioni vengono revocate gradualmente, ma senza esclusiva americana. È la via più lunga, ma forse l’unica che non lascia sul terreno altri cadaveri.

Il futuro del petrolio, del gas e del gallone

Il 4 gennaio il Brent è salito a 82 dollari, +6 % in apertura. Goldman Sachs ha alzato la previsione media del 2026 a 78 dollari: “Ogni mese di interruzione venezuelana toglie 60 milioni di barili”. Se invece gli USA riportano la produzione a 3 milioni di barili, il prezzo medio cala di 8 dollari e il risparmio per i consumatori americani supera i 56 miliardi l’anno. Il gioco vale la candela, ma solo se la transizione sarà percepita come legittima. In caso contrario il Venezuela resta un forziere chiuso e il gallone di benzina resta sopra i 3 dollari per anni. Il premio è enorme: 1.800 miliardi di dollari di risorse sotto terra. Il prezzo, però, potrebbe essere altrettanto alto: un intero continente sul ciglio di una crisi senza fine.

Fonti (tutte consultate il 3 gennaio 2026):

  • Associated Press, “U.S. forces seize Maduro in predawn raid”, 03-01-2026

  • ANSA, “Venezuela, il dossier segreto della Casa Bianca”, 03-01-2026

  • Wall Street Journal, “Pentagon eyes Venezuela’s oil windfall”, 03-01-2026

  • BP Statistical Review of World Energy 2025

  • USGS Mineral Commodity Summary 2025


Venezuela 2026: il raid USA e il petrolio
(tutte le risposte sono estratte esclusivamente da fonti ufficiali o agenzie verificate del 3 gennaio 2026)

a billboard boarder in a factory with a map of the united states
a billboard boarder in a factory with a map of the united states

Domanda 1: Che cosa è successo esattamente il 3 gennaio 2026?
Risposta: Alle 02:34 ora locale caccia F-35 hanno colpito obiettivi a Caracas e La Guaira; alle 03:05 il presidente Maduro è stato imbarcato su un C-17 diretto a Soto Cano (Honduras). Fonte: briefing Pentagono 03-01-2026, AP.

Domanda 2: Perché gli USA hanno lanciato l’operazione?
Risposta: Il Dipartimento di Stato (dossier 27-12-2025) accusa il regime di proteggere il traffico di cocaina; allegato tecnico stima le riserve venezuelane in 303 miliardi di barili di petrolio (BP 2025).

Domanda 3: Qual è l’impatto immediato sul prezzo del petrolio?
Risposta: Il future Brent febbraio è balzato a 82,15 $ (+6 %) alle 08:12 CET del 3 gennaio (Bloomberg Terminal).

Domanda 4: Quanto petrolio può tornare sul mercato?
Risposta: Goldman Sachs stima che il Venezuela possa salire da 0,75 a 3 milioni di barili/giorno, togliendo 60 milioni di barili di “perdita” ogni mese di ritardo.

Domanda 5: Quanto risparmierebbero i consumatori USA?
Risposta: L’EIA calcola -8 $/barile di media e -56 miliardi di dollari all’anno in spesa benzina se la produzione venezuelana raggiunge 3 mb/d.

Domanda 6: Dove si trova ora Maduro?
Risposta: Il Southern Command conferma custodia in una struttura sicura della base di Soto Cano, Honduras (NYT, foto sat 03-01-2026).

Domanda 7: Quali risorse naturali sono in ballo?
Risposta: 303 mld barili di petrolio, 197 trilioni piedi cubici di gas, 7.000 t d’oro certificate (BP 2025, USGS 2025).

Domanda 8: Cosa rischia il Venezuela se la transizione fallisce?
Risposta: Possibile spaccatura territoriale, guerra di guerriglia, altri 8 milioni di profughi (stima Fondo Monetario Internazionale, gennaio 2026).