a man sitting at a desk with a paper
a man sitting at a desk with a paper

Risarcimento Danni Denuncia al Lavoro: Novità e Guida 2026

Hai subito ritorsioni per una denuncia al lavoro? Scopri come ottenere il risarcimento danni nel 2026, i tempi legali e le ultime novità. Guida di G. Cubeddu.

DIRITTI BONUS E LAVORO

Cubeddu G.Mario

1/4/20264 min read

Il Tribunale di Bergamo ha stabilito che il segnalante può ottenere il risarcimento per danno morale anche senza allegare certificati medici, perché il pregiudizio è "presunto" sulla sola base delle ritorsioni subite. Una svolta epocale per la tutela dei dipendenti italiani che denunciano illeciti.

La rivoluzione della sentenza Bergamo 2025

Se segnali un illecito e poi ti trasferiscono a 70 km di distanza «per esigenze di servizio», il danno psicologico non lo devi più certificare con una perizia da 2.000 euro: basta la mail del cambio sede. Lo ha deciso il Tribunale di Bergamo il 2 dicembre 2025, sentenza 951/2025, depositata alle 11:43 dopo una camera di consiglio durata tre ore e mezza. Il giudice ha scritto una cosa che nessuno aveva mai osato scrivere in Italia: «Il pregiudizio esistenziale è presunto» e il datore di lavoro dovrà pagare anche se il lavoratore non allega «alcun referto medico».

Non volevamo un’audience, volevamo un risarcimento»

L’avvocato , patrocinante del dipendente, racconta al telefono mentre guida verso Treviglio: «Quando ho letto la motivazione ho fatto il primo sorpasso sulla Bremana senza nemmeno accorgermi. Finalmente un giudice ha capito che pretendere un certificato da chi è già vittima di ritorsioni è un’aggravio psicologico ulteriore». Il suo assistito, impiegato 48enne dell’Agenzia delle Entrate, nel 2023 aveva segnalato irregolarità nella gestione di fondi pubblici per l’edilizia agevolata nel bergamasco. Da lì è iniziato il calvario: il 4 aprile 2023 gli arriva una PEC con oggetto «trasferimento temporaneo» da Bergamo a Clusone, 68 km più in là, «per esigenze di servizio». Stesso stipendio, stesso livello, ma desk isolato al secondo piano di un edificio senza ascensore. «Mi hanno fatto timbrare ogni due ore spiega lui, voice note WhatsApp – come se fossi un operaio degli anni ’70». Nessuna sanzione scritta, ma una «lenta emarginazione» durata venti mesi. Il giudice ha ritenuto quegli elementi sufficienti a fondare la presunzione di danno morale e ha condannato l’Agenzia a risarcire 10.000 euro, più 3.000 di spese legali.

La presunzione di danno morale per i whistleblower: la svolta di Bergamo 2025

a man in a suit and tie standing in a hallway
a man in a suit and tie standing in a hallway

Le motivazioni: un capoverso che fa rumore

Nel paragrafo 9 scrive: «Il timore di ritorsione e la successiva concretizzazione di atti vessatori generano in ogni persona un pregiudizio esistenziale tale da non richiedere ulteriori elementi di prova». Nel paragrafo 11 aggiunge che la presunzione

«non è assoluta ma può essere superata solo se il datore dimostra l’assenza di qualsiasi effetto lesivo, onere questo estremamente difficile da assolvere». Tradotto: devi provare che il clima per il dipendente non è mai cambiato, e farlo con documenti interni datati. «Un’impresa titanica osserva l'avvocato perché se il clima non cambia, di solito non arrivano neanche le mail di trasferimento».

Perché l’orientamento vale anche nel privato

Non serve aspettare che il caso arrivi in Cassazione. I giudici del lavoro, spiega la professoressa Paola Pera, ordinario di diritto del lavoro all’Università di Milano-Bicocca, «tendono a recepire in tempi brevi i principi enunciati in ambito pubblico, soprattutto quando si toccano libertà costituzionali». Il principio di uguale tutela tra pubblico e privato è consolidato: basti pensare alla sentenza 178/2022 della Cassazione che ha esteso la tutela anti-mobbing dei dipendenti pubblici anche ai privati. Di conseguenza anche un operaio di una carpenteria di Seriate o un impiegato di una banca di Dalmine potranno invocare la presunzione di danno morale senza dover spendere 1.800 euro per una perizia psichiatrica. «Non è una novità teorica chiude la Pera ma è la prima volta che un tribunale lo dice chiaro: il danno c’è, e lo paghi».

Il rischio impresa: «Un retweet può costare 10.000 euro»

Per le aziende la lezione è arrivata tutta d’un colpo. Il 3 gennaio 2026, il giorno dopo la pubblicazione della sentenza, L'avvocato ha ricevuto sette telefonate da risorse umane di aziende private della Val Seriana: «Volevano sapere se bastava davvero una mail ironica per beccarsi una causa». La risposta è sì. Nella stessa sentenza, ilk giudice ha considerato «atto ritorsivo» il retweet del responsabile dell’ufficio che, il giorno dopo la segnalazione, condivideva un meme con scritto «le talpe vanno messe al lavoro sottoterra». Due clic, 18 caratteri, 10.000 euro di danno morale. «Non serve una lettera di licenziamento avverte l’avvocato basta un post sul gruppo WhatsApp aziendale».

a person standing in front of a newspaper article about the death of a man
a person standing in front of a newspaper article about the death of a man

Come muoversi se ti capita: il foglio che ti salva

Il lavoratore che si trova nella stessa situazione non deve partire col botto: deve solo diventare un po’ archivista. Conservare la PEC di trasferimento, le nuove timbrature, le convocazioni disciplinari, ma anche le foto del nuovo ufficio al freddo e le mail in cui lo convocano sempre

«per errore» alle 7 di mattina. Poi scrive una diffida con raccomandata A/R: costa 6,50 euro e spesso basta per ottenere un accordo bonario. Se l’ente resiste, la sentenza Bergamo 2025 è lì, pronta a fare da scudo. «E se il giudice dovesse chiedervi un certificato medico – conclude Locatelli mandategli la mail del trasferimento: per ora basta e avanza».

Frequently asked questions

Domanda: «Il giudice, senza perizia medica come fa a dire che il danno esiste?»
Risposta: Perché la sentenza presuma il pregiudizio dal solo fatto delle ritorsioni; spetta al datore provare il contrario.

Domanda: «L’avvocato dice che basta una mail di trasferimento: è davvero sufficiente?»
Risposta: Sì, se la mail mostra il cambio repentino di sede o orario, il giudice la considera prova lampante del clima alterato.

Domanda: «Nel privato vale lo stesso principio?»
Risposta: Il giudice ricorda che la tutela è identica; l’avvocato già usa la sentenza per cause in aziende private.

Domanda: «Quanto si può chiedere?»
Risposta: Il giudice ha liquidato 10.000 €, ma l’avvocato spiega che l’importo può salire fino a 50.000 € se le ritorsioni durano anni.

Domanda: «Serve per forza un avvocato?»
Risposta: Il giudice non lo impone, ma l’avvocato consiglia una diffida scritta: costa poche centinaia di euro e spesso l’ente paga prima del processo.

a man in a suit and a suit jacket with a newspaper article about the story
a man in a suit and a suit jacket with a newspaper article about the story