Bonus 2026: una guida completa e aggiornata con tutti gli incentivi attivi per famiglie, lavoratori, imprese e studenti. Dalle detrazioni ai contributi diretti, fino ai bonus casa, bollette e mobilità: tutto spiegato in modo chiaro per ottenere subito ciò che spetta.
Vuoi davvero capire quali bonus puoi ottenere nel 2026? Scorri e leggi la guida completa: trovi importi, requisiti e tutte le opportunità attive quest’anno. Non perdere ciò che ti spetta.

Ogni anno, miliardi di euro in bonus statali restano nei cassetti degli enti erogatori.
Bonus 2026:Non perché le famiglie non ne abbiano diritto. Semplicemente perché non sanno che esistono, oppure perché si perdono tra portali, scadenze e moduli che sembrano progettati per scoraggiare. Questa guida nasce per cambiare le cose. Trovi qui tutto quello che è attivo nel 2026, chi può richiederlo, quanto vale davvero e come ottenerlo senza perdere tempo.
Cosa sono i bonus 2026 e come funziona il sistema
Bonus, detrazione, agevolazione: non è la stessa cosa
Chiamarli tutti “bonus” porta spesso fuori strada. Nel linguaggio amministrativo italiano, dietro quella parola si nascondono tre realtà completamente diverse. Un trasferimento monetario diretto, come l’Assegno Unico o il Reddito di Inclusione, arriva sul conto corrente ogni mese. Una detrazione fiscale, come il Bonus Ristrutturazioni o l’Ecobonus, abbatte le imposte dovute nella dichiarazione dei redditi. Un’agevolazione tariffaria, come il bonus bollette, riduce direttamente la spesa in fattura senza che tu faccia nulla.
Capire in quale categoria rientra il bonus che cerchi non è un dettaglio tecnico. Cambia il canale di accesso, i documenti necessari, i tempi di fruizione. Un credito d’imposta al 50% su 10.000 euro di lavori vale quanto 5.000 euro in banca, certo. Ma li recuperi in dieci anni nella dichiarazione dei redditi, non in un’unica soluzione. Chi non lo sa rischia di fare i conti sbagliati.
Bonus 2026 con ISEE basso: tutti gli aiuti fino a 15.000€ | Guida completa
Chi eroga cosa nel 2026
Quattro fonti principali. Conoscerle evita settimane spese a cercare la domanda nel posto sbagliato.
| Ente erogatore | Tipologia incentivo | Canale domanda | ISEE richiesto |
|---|---|---|---|
| INPS | Assegno Unico, RdI, bonus bebè, indennità | Portale INPS o CAF | Quasi sempre |
| Agenzia delle Entrate | Detrazioni 730, crediti imposta | Dichiarazione dei redditi | Solo per alcune |
| Ministero MIMIT | Bonus imprese, Transizione 5.0, Sabatini | Portale dedicato | No |
| Comuni e Regioni | Bonus affitto, mensa, trasporti locali | Sportello o portale locale | Spesso sì |
C’è dell’altro. L’ARERA gestisce i bonus energetici in modo completamente automatico: se hai l’ISEE in regola e rientri nelle soglie, lo sconto arriva direttamente in bolletta senza che tu apra un portale o compili un modulo.
Requisiti comuni: ISEE, residenza, documenti
L’ISEE nel 2026: soglie, calcolo e aggiornamento
31 agosto. Questa data vale più di qualsiasi altra per chi dipende dai bonus familiari italiani. È il giorno in cui scade la DSU, la dichiarazione che permette di calcolare l’ISEE. Chi non la rinnova entro quella data perde l’accesso a tutte le misure che lo richiedono, senza recupero retroattivo.
L’ISEE si calcola dividendo la situazione economica equivalente del nucleo, che include redditi e patrimoni mobiliari e immobiliari, per un coefficiente legato alla composizione familiare. Le soglie più ricorrenti nel 2026 sono tre: 15.000 euro per le misure più selettive, come il bonus psicologo nella fascia massima; 25.000 euro per agevolazioni di fascia media; 40.000 euro per alcune detrazioni legate alla casa o al trasporto.
Presentare la DSU a gennaio, e non aspettare di averne bisogno, è la mossa che fa la differenza. Costa zero, richiede mezz’ora e vale mesi di prestazioni al giusto importo.
Residenza, cittadinanza, domicilio fiscale
Molti bonus richiedono residenza continuativa in Italia. Per i cittadini stranieri extra-UE, il permesso di soggiorno di lungo periodo dà accesso alla quasi totalità delle prestazioni INPS. Alcune misure regionali aggiungono il requisito di residenza nel territorio specifico da almeno 24 mesi.
Residenza e domicilio fiscale non sono la stessa cosa. Il secondo rileva per le detrazioni in dichiarazione dei redditi. Confonderli in fase di compilazione della domanda è uno degli errori più comuni, e uno dei più costosi.
Documenti sempre necessari
Prima di aprire qualsiasi pratica, tieni pronti questi elementi:
- DSU aggiornata e ISEE calcolato
- Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
- IBAN intestato al richiedente
- Documento di identità in corso di validità
- Certificazione di invalidità o handicap ai sensi della Legge 104/1992, se pertinente
Checklist. DSU non scaduta. IBAN aggiornato presso l’ente erogatore. Codice fiscale del minore se la prestazione riguarda i figli. Certificazione medica allegata se richiesta. Modulo compilato in ogni campo obbligatorio.
Bonus famiglia e sostegno al reddito 2026
Assegno Unico Universale: importi e novità 2026
58,30 euro al mese. È la cifra minima che una famiglia riceve per ogni figlio, anche senza ISEE. Pochi la conoscono davvero, eppure basta non presentare la DSU in tempo per ritrovarsi fermi lì, mese dopo mese.
Con la Circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, l’INPS ha aggiornato tutto dell’1,4%. La quota base mensile per ciascun figlio minorenne parte da quei 58,30 euro per chi ha un ISEE superiore a 46.582,71 euro o non ne ha uno valido, e arriva fino a 203,80 euro mensili per ISEE pari o inferiore a 17.468,51 euro. In mezzo ci sono milioni di famiglie italiane che prendono qualcosa tra questi due estremi, spesso senza sapere esattamente quanto gli spetti.
A questo si aggiunge il capitolo maggiorazioni, che molti ignorano del tutto. Per le famiglie con quattro o più figli, l’aumento forfettario è di 150 euro al mese, fisso, indipendentemente dall’ISEE. Per i nuclei con almeno tre figli e ISEE fino a 46.582,71 euro, la quota sale del 50% per ogni figlio tra 1 e 3 anni. Le maggiorazioni per i figli con disabilità e per le madri under 21 sono nella tabella allegata alla Circolare n. 7/2026, disponibile sul portale INPS.
Due scadenze, non una. Chi presenta la DSU entro il 28 febbraio riceve l’importo corretto già da marzo. Chi arriva fino al 30 giugno ha comunque diritto agli arretrati da marzo, ma aspetta il conguaglio. Dopo il 30 giugno quegli arretrati non vengono più riconosciuti.
La domanda non va ripresentata ogni anno se la situazione familiare non è cambiata. L’INPS rinnova automaticamente quella già accolta. Bisogna agire solo in caso di nascita, separazione, variazione dei figli a carico o modifica dell’IBAN.
Attenzione. Se la situazione familiare è variata, il rinnovo automatico non aggiorna i dati. Significa importo sbagliato per mesi interi, con recupero solo in sede di conguaglio.
Tutti i bonus del 2026: chi ne ha diritto – Unomattina

Bonus famiglia e sostegno al reddito 2026
Assegno Unico Universale: importi e novità 2026
58,30 euro al mese. È la cifra minima che una famiglia riceve per ogni figlio, anche senza ISEE. Pochi la conoscono davvero, eppure basta non presentare la DSU in tempo per ritrovarsi fermi lì, mese dopo mese.
Con la Circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, l’INPS ha aggiornato tutto dell’1,4%. La quota base mensile per ciascun figlio minorenne parte da quei 58,30 euro per chi ha un ISEE superiore a 46.582,71 euro o non ne ha uno valido, e arriva fino a 203,80 euro mensili per ISEE pari o inferiore a 17.468,51 euro. In mezzo ci sono milioni di famiglie italiane che prendono qualcosa tra questi due estremi, spesso senza sapere esattamente quanto gli spetti.
A questo si aggiunge il capitolo maggiorazioni, che molti ignorano del tutto. Per le famiglie con quattro o più figli, l’aumento forfettario è di 150 euro al mese, fisso, indipendentemente dall’ISEE. Per i nuclei con almeno tre figli e ISEE fino a 46.582,71 euro, la quota sale del 50% per ogni figlio tra 1 e 3 anni. Le maggiorazioni per i figli con disabilità e per le madri under 21 sono nella tabella allegata alla Circolare n. 7/2026, disponibile sul portale INPS.
Due scadenze, non una. Chi presenta la DSU entro il 28 febbraio riceve l’importo corretto già da marzo. Chi arriva fino al 30 giugno ha comunque diritto agli arretrati da marzo, ma aspetta il conguaglio. Dopo il 30 giugno quegli arretrati non vengono più riconosciuti.
La domanda non va ripresentata ogni anno se la situazione familiare non è cambiata. L’INPS rinnova automaticamente quella già accolta. Bisogna agire solo in caso di nascita, separazione, variazione dei figli a carico o modifica dell’IBAN.
Attenzione. Se la situazione familiare è variata, il rinnovo automatico non aggiorna i dati. Significa importo sbagliato per mesi interi, con recupero solo in sede di conguaglio.
Reddito di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro
Funzionano in modo diverso, eppure in molti li confondono. Il Reddito di Inclusione è riservato ai nuclei con figli minori, persone con disabilità o componenti over 60. L’importo mensile parte da 500 euro per una persona sola e cresce di 100 euro per ogni componente aggiuntivo, fino a un massimo di 800 euro mensili. Non è un contributo automatico: richiede la firma di un progetto personalizzato con i servizi sociali del Comune.
Il Supporto per la Formazione e il Lavoro funziona diversamente. È pensato per gli occupabili tra 18 e 59 anni senza componenti fragili nel nucleo. Eroga 350 euro mensili per un massimo di 12 mesi, ma solo se il beneficiario partecipa attivamente ai percorsi formativi certificati dai Centri per l’Impiego. Chi non si presenta alle convocazioni lo perde dal primo giorno di assenza. Nessuna deroga.
Bonus bebè e premio alla nascita
Due misure distinte, due domande distinte. Vanno richieste entrambe, perché non c’è automatismo tra l’una e l’altra.
Il bonus bebè 2026 vale 80 euro mensili per ISEE fino a 25.000 euro e 40 euro mensili per ISEE fino a 40.000 euro, per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2026 fino al compimento del primo anno. Il premio alla nascita è un contributo una tantum di 800 euro, erogato al settimo mese di gravidanza o all’adozione, senza limiti di reddito.
Bonus casa e detrazioni fiscali 2026
Cosa resta del Superbonus e cosa conviene fare oggi
Il Superbonus al 110% è chiuso per i nuovi cantieri. Le spese già sostenute nei lavori avviati entro le scadenze previste restano detraibili in dichiarazione dei redditi in dieci anni. Chi è ancora in questa situazione ha un solo compito: tenere la documentazione ENEA in ordine. Eventuali difformità bloccano la detrazione senza possibilità di recupero.
Tradotto: se stai ancora pensando di usare il Superbonus per un cantiere nuovo, non è più possibile. Se hai lavori già avviati, la documentazione tecnica è tutto.
Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni: le aliquote 2026 e la distinzione che conta
Nel 2026 il Bonus Ristrutturazioni non ha un’aliquota unica per tutti. La distinzione fondamentale è una sola: si tratta di abitazione principale o no?
Per gli interventi sull’abitazione principale la detrazione è al 50%, con un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Per tutti gli altri immobili, seconde case e immobili locati compresi, l’aliquota scende al 36% con un limite massimo di 48.000 euro.
Il 2026 è l’ultimo anno con l’aliquota piena al 50% per la prima casa. Dal 2027 scende al 36%, dal 2028 al 30% con tetto dimezzato a 48.000 euro. Chi ha lavori da fare e rientra nei requisiti ha un motivo concreto per non rimandare.
C’è dell’altro. Chi ha un reddito annuo superiore a 75.000 euro deve fare i conti con un tetto massimo complessivo sulle detrazioni: 14.000 euro senza figli a carico, 21.000 euro con uno o due figli, 28.000 euro con più di due figli o un figlio disabile. Il limite vale su tutte le detrazioni, non solo sul Bonus Ristrutturazioni. Un dettaglio che vale migliaia di euro.
Attenzione. Il bonifico parlante non è una formalità. Riportare causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa è obbligatorio. Un bonifico ordinario fa perdere la detrazione in modo definitivo. Controlla con la tua banca prima di pagare.
Bonus mobili, elettrodomestici e verde
Il bonus mobili vale una detrazione del 50% su massimo 5.000 euro di spesa, ma solo abbinato a lavori di ristrutturazione avviati nell’anno corrente o in quello precedente. Copre mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A per i forni, E per lavatrici e lavastoviglie.
Il bonus elettrodomestici è una misura distinta, finanziata con fondi europei. Garantisce un contributo del 30% del prezzo, fino a 100 euro per apparecchio, elevato a 200 euro per ISEE inferiore a 25.000 euro. Si chiede direttamente al rivenditore al momento dell’acquisto, niente portali INPS.
Il bonus verde, detrazione del 36% per sistemazioni a verde di aree scoperte private fino a 5.000 euro per unità immobiliare, è tra i più dimenticati del sistema. Eppure funziona, ed è cumulabile con le altre detrazioni edilizie.
Incentivi al lavoro e all’occupazione 2026
Sgravi per nuove assunzioni: under 35, donne e Mezzogiorno
Tre direttrici, tre platee diverse. La decontribuzione nelle regioni del Mezzogiorno, prorogata con il via libera della Commissione Europea, riduce i contributi datoriali del 25% per le assunzioni a tempo indeterminato in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo.
Per gli under 35 senza precedenti contratti a tempo indeterminato, lo sgravio totale dei contributi datoriali vale per i primi 36 mesi, nel limite annuo di 8.000 euro per lavoratore. Stesso trattamento per le donne disoccupate da almeno 24 mesi, senza limite di età.
Eppure molte aziende non lo sfruttano. Nell’urgenza di una assunzione, fermarsi a controllare i requisiti del candidato sembra un lusso. Salvo poi scoprire che quello sgravio valeva migliaia di euro.
Assunzioni di lavoratori con disabilità
Le aziende che assumono lavoratori con disabilità ai sensi della Legge 68/1999 accedono nel 2026 a uno sgravio contributivo del 70% per i lavoratori con riduzione della capacità lavorativa superiore al 79%, e del 50% per riduzioni tra il 67% e il 79%. Lo sgravio vale per tutta la durata del contratto, senza tetti temporali.
Per chi assume beneficiari di RdI o SFL, la norma prevede un incentivo aggiuntivo pari a sei mensilità del sussidio percepito dal lavoratore, riconosciuto come credito contributivo al datore di lavoro.
Credito imposta formazione 4.0
Il credito d’imposta per la formazione 4.0 copre le spese per attività formative del personale in intelligenza artificiale, big data, cybersecurity, manifattura additiva e tecnologie del Piano Industria 5.0. Le aliquote sono tre: 70% per le piccole imprese, 50% per le medie, 30% per le grandi, con tetto annuo di spesa ammissibile fissato a 300.000 euro.
Le attività formative vanno certificate da enti accreditati e documentate con registro presenze e test di verifica degli apprendimenti. Senza documentazione il credito non passa il controllo dell’Agenzia delle Entrate. Non c’è appello.
Bonus disabilità e non autosufficienza 2026
Legge 104/1992: agevolazioni confermate e nuove tutele
La Legge 104/1992 rimane nel 2026 il riferimento principale per i diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari. I tre giorni di permesso mensile retribuito, il diritto al trasferimento vicino al familiare assistito e le agevolazioni per l’acquisto di veicoli adattati sono tutti confermati senza modifiche sostanziali.
Per l’acquisto di auto per disabili, la detrazione IRPEF al 19% si applica su un massimale di 18.075,99 euro, con IVA ridotta al 4% indipendentemente dalla cilindrata. Spetta sia al disabile che al familiare che lo ha fiscalmente a carico. Un veicolo agevolato ogni quattro anni.
A partire dal 1° marzo 2026, la sperimentazione della nuova normativa sulla disabilità è stata ampliata ad altre quaranta province. La riforma introduce criteri di accertamento unificati, con una valutazione di base affidata direttamente all’INPS. Chi deve presentare una nuova domanda di riconoscimento deve controllare se la propria provincia rientra già nel nuovo sistema.
Indennità di accompagnamento e assegno di invalidità 2026
Dal 1° gennaio 2026, con la rivalutazione automatica dell’1,4% stabilita dalla Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, tutti gli importi per l’invalidità civile sono stati aggiornati.
L’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili totali è di 551,53 euro mensili, erogati per 12 mensilità, per un totale annuo di 6.618,36 euro. Nessuna tredicesima. Nessun limite di reddito: spetta indipendentemente dalla situazione economica del beneficiario.
L’assegno mensile per gli invalidi civili parziali, con percentuale di invalidità tra il 74% e il 99%, è di 340,71 euro mensili, con limite di reddito annuo personale di 5.852,21 euro. Erogato per tredici mensilità, vale fino al compimento dei 67 anni, quando si trasforma automaticamente in assegno sociale.
Attenzione. L’indennità di accompagnamento si sospende in caso di ricovero in struttura residenziale a totale carico pubblico per periodi superiori a 29 giorni consecutivi. L’INPS va informato tempestivamente. I recuperi con interessi fanno molto più male di una comunicazione tempestiva.
Contributi per la vita indipendente e il caregiver familiare
I fondi regionali per la vita indipendente erogano contributi mensili tra 400 e 900 euro a seconda della Regione, per persone con disabilità grave che scelgono di vivere fuori dalle strutture residenziali con il supporto di assistenti personali.
Il riconoscimento del caregiver familiare è oggetto nel 2026 di un provvedimento attuativo che introduce una indennità sperimentale. Importi e modalità di accesso erano ancora in fase di definizione alla data di pubblicazione di questo articolo.
Bonus affitto, utenze e sostegno abitativo 2026
Fondo nazionale locazioni: come funziona e dove fare domanda
100 milioni di euro ripartiti tra le Regioni. Il Fondo Nazionale per il Sostegno all’Accesso alle Abitazioni in Locazione è rifinanziato nel 2026 e i Comuni erogano i contributi a famiglie con ISEE generalmente non superiore a 26.000 euro, in cui il canone pesa per più del 14% sul reddito familiare, soglia che sale al 24% per i nuclei in disagio acuto.
Le domande si presentano ai Comuni di residenza, di solito tra aprile e giugno. Ma le scadenze cambiano da territorio a territorio. Vale la pena controllare il sito del proprio Comune a febbraio, non ad aprile.
Bonus bollette: come funziona l’automatismo
Nessuna domanda da fare. Il bonus energia elettrica e il bonus gas spettano nel 2026 ai clienti domestici con ISEE fino a 9.530 euro, elevato a 20.000 euro per nuclei con quattro o più figli. Se hai un ISEE valido e rientri nella fascia, lo sconto arriva direttamente in bolletta.
I valori annui indicativi sono 200 euro per il bonus energia e 182 euro per il gas, con incrementi per le famiglie numerose. Esiste anche il bonus acqua, che garantisce uno sconto sulla fornitura idrica calcolato su 50 litri al giorno per componente del nucleo.
Detrazioni per affitto: i numeri precisi
Per contratti a canone libero con reddito complessivo fino a 15.493,71 euro, la detrazione è di 300 euro. Tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro scende a 150 euro. I contratti a canone concordato prevedono detrazioni più alte con soglie di reddito più ampie. Tutto recuperabile in dichiarazione dei redditi.
Incentivi per imprese, autonomi e partite IVA 2026
Transizione 5.0: il credito più importante del 2026
Il Piano Transizione 5.0, operativo dal 2024 e rafforzato nel 2026, eroga crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati abbinati a progetti di riduzione dei consumi energetici. La percentuale di credito va dal 15% al 45% a seconda dell’entità della riduzione energetica e della dimensione dell’investimento.
Da qui una regola che vale soldi veri: il credito va prenotato sul portale GSE prima di avviare i lavori, con asseverazione di un tecnico abilitato. Chi parte senza prenotazione non accede al beneficio. Indipendentemente dalla qualità degli investimenti realizzati.
Sabatini ter e finanziamenti agevolati
La Nuova Sabatini, aggiornata nel 2026, eroga un contributo in conto interessi sui finanziamenti bancari per l’acquisto o il leasing di macchinari, attrezzature, impianti e beni strumentali. Il contributo copre gli interessi calcolati su un tasso convenzionale del 2,75%, elevato al 3,575% per investimenti in tecnologie 4.0.
La domanda va presentata tramite banca o intermediario finanziario convenzionato con il Mediocredito Centrale, prima di avviare l’investimento. Le risorse si assegnano in ordine cronologico. Chi arriva tardi trova lo sportello chiuso.
Regime forfettario 2026
La soglia resta a 85.000 euro annui di ricavi o compensi. L’aliquota sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni per chi avvia un’attività non esercitata in precedenza.
Sono esclusi coloro che nell’anno precedente abbiano percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro, salvo che il rapporto risulti già cessato. Un dettaglio che blocca molte partite IVA senza che il titolare se ne accorga in tempo.
Bonus scuola, università e giovani 2026
Carta del Merito, Carta della Cultura e borse di studio
La Carta del Merito vale 500 euro per i diplomati con 100 o 100 e lode che si iscrivono all’università, spendibili per libri, materiale didattico e trasporti. Si accumula con la Carta della Cultura Giovani, riservata ai neodiciottenni con ISEE familiare inferiore a 35.000 euro, anch’essa da 500 euro. Due carte, mille euro complessivi, spesso non richiesti per mancanza di informazione.
Le borse di studio degli enti regionali per il diritto allo studio garantiscono importi tra 2.000 e 5.300 euro annui a seconda della sede universitaria. Chi studia fuori sede riceve di più. La domanda va presentata entro i termini dell’ente di riferimento, generalmente tra luglio e settembre.
Bonus psicologo 2026
8,5 milioni di euro stanziati dalla Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), leggermente meno rispetto ai 9,5 milioni del 2025. Con fondi ridotti e domanda in crescita, la finestra si chiuderà ancora prima. Presentare la richiesta il giorno dell’apertura non è esagerazione: è strategia.
Gli importi massimi per fascia ISEE sono: 1.500 euro per ISEE inferiore a 15.000 euro, 1.000 euro per ISEE tra 15.000 e 30.000 euro, 500 euro per ISEE tra 30.000 e 50.000 euro. Ogni seduta può essere coperta fino a 50 euro.
Le date di apertura delle domande non sono ancora state comunicate dall’INPS. Sulla base degli anni precedenti, la finestra dovrebbe aprirsi nella seconda metà del 2026, probabilmente tra settembre e novembre. Non il primo semestre come spesso si legge.
Consiglio. L’assegnazione avviene tramite graduatorie regionali che privilegiano gli ISEE più bassi. A parità di ISEE, vince chi ha inviato prima la domanda. Aggiornare la DSU prima dell’apertura della finestra non è burocrazia: è l’unico modo per scalare la graduatoria.
Bonus trasporti e riduzioni under 26
Il bonus trasporti vale 60 euro per comprare abbonamenti ai mezzi pubblici locali, regionali e nazionali. Il requisito non è l’ISEE ma il reddito personale complessivo, che deve essere inferiore a 20.000 euro annui. Si richiede sul portale dedicato, con finestre di apertura mensile.
Per gli under 26, alcune Regioni e i principali operatori ferroviari applicano riduzioni tariffarie aggiuntive fino al 30% del costo degli abbonamenti, cumulabili con il bonus trasporti statale.
Gli errori che costano di più nel 2026
Aspettare è il primo. Transizione 5.0, Sabatini ter, bonus psicologo e bonus trasporti operano a sportello: finiti i fondi, lo sportello chiude. Non importa quanto tu ne abbia diritto.
Non aggiornare l’ISEE è il secondo. La DSU scade il 31 agosto. Chi non la rinnova perde l’accesso a tutte le misure che la richiedono, senza recupero retroattivo.
Il terzo, forse quello che pesa di più, è non chiedere. Una quota importante delle famiglie con diritto all’Assegno Unico o ai bonus bollette non presenta mai domanda. Il bonus non richiesto non torna.
Questa checklist serve a non dimenticare nulla:
- Presenta la DSU entro gennaio per avere l’ISEE valido per tutto l’anno
- Controlla la scadenza del tuo ISEE attuale sul portale INPS
- Verifica se il tuo Comune ha fondi regionali attivi per affitto o utenze
- Per le detrazioni fiscali, paga sempre con bonifico parlante e conserva tutte le ricevute
- Se hai figli under 21, aggiorna la domanda di Assegno Unico entro il 28 febbraio per l’importo corretto da marzo
- Per imprese e autonomi, prenota i crediti d’imposta prima di avviare qualsiasi investimento
Scadenze principali 2026: il calendario da tenere a portata di mano
| Bonus | Scadenza domanda | Tipo |
|---|---|---|
| Assegno Unico: importo corretto da marzo | 28 febbraio 2026 | Presentazione DSU |
| Assegno Unico: arretrati da marzo | 30 giugno 2026 | Limite massimo DSU |
| Bonus psicologo | Probabile settembre/novembre | A sportello, risorse limitate |
| Bonus trasporti | Apertura mensile portale | A sportello mensile |
| Reddito di Inclusione | Domanda continua | Senza scadenza fissa |
| Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni | 31 dicembre 2026 | Per spese sostenute nell’anno |
| Sabatini ter | Prima dell’avvio investimento | A sportello cronologico |
| Transizione 5.0 | Prima dell’avvio investimento | Prenotazione obbligatoria GSE |
| Aggiornamento ISEE, DSU | 31 agosto 2026 | Per validità anno successivo |
| Fondi comunali affitto | Variabile per Comune | Verificare presso il Comune |

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Sui bonus 2026
Si possono cumulare più bonus contemporaneamente?
Nella maggior parte dei casi sì. L’Assegno Unico è cumulabile con quasi tutte le altre prestazioni familiari. Il bonus bebè e il premio alla nascita si sommano tra loro. Le detrazioni fiscali per la casa si cumulano con quelle per l’affitto, salvo divieti espliciti nella norma istitutiva. Prima di presentare più domande insieme, vale sempre la pena controllare le istruzioni operative dell’ente erogatore.
Se il mio ISEE supera la soglia durante l’anno perdo tutto?
Dipende dalla misura. Per l’Assegno Unico, le variazioni ISEE nell’anno non incidono sulle mensilità già erogate, ma vengono considerate al rinnovo. Per i bonus bollette, l’aggiornamento avviene automaticamente a ogni rinnovo della DSU. Per le detrazioni fiscali, il requisito di reddito è legato alla data di presentazione della dichiarazione o a quella di sostenimento della spesa.
I bonus spettano anche ai lavoratori con partita IVA?
Sì, salvo quelli specificamente legati allo status di lavoratore dipendente. Assegno Unico, bonus casa, bonus psicologo e bonus mobili spettano indipendentemente dal tipo di reddito. Il Supporto per la Formazione e il Lavoro è invece riservato a chi non ha redditi da lavoro attivi. Gli sgravi contributivi per nuove assunzioni riguardano esclusivamente i datori di lavoro.
Come faccio a sapere a quali bonus ho diritto?
L’INPS ha rilasciato il servizio INPS per te, accessibile con SPID o CIE, che mostra le prestazioni potenzialmente spettanti sulla base dei dati già in possesso dell’ente. Non copre i bonus fiscali né quelli regionali, ma è un buon punto di partenza. Per un quadro completo, il CAF può fare una verifica gratuita.
Il Bonus Ristrutturazioni spetta anche agli affittuari?
La maggior parte dei bonus edilizi spetta ai proprietari o agli usufruttuari. Chi detiene l’immobile in locazione con contratto regolarmente registrato può però accedere ad alcune detrazioni per lavori eseguiti con il consenso scritto del proprietario, purché ne sostenga la spesa direttamente. Il bonus mobili spetta anche agli affittuari che hanno ristrutturato l’appartamento in locazione.
Cosa rischio se presento domanda per un bonus a cui non ho diritto?
L’ente erogatore incrocia le banche dati INPS, Agenzia delle Entrate e Comuni. Se emerge una incongruenza, il bonus viene revocato e le somme percepite vanno restituite con interessi legali. Nei casi di dichiarazione mendace si configura il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. Meglio una verifica al CAF che un recupero a distanza di anni.
I bonus energetici richiedono domanda?
No. Il bonus energia elettrica e il bonus gas arrivano automaticamente in bolletta per chi ha un ISEE valido entro le soglie previste. Non c’è portale, non c’è modulo. L’unica cosa che può bloccarli è un ISEE scaduto o non presentato.
Conclusione: questa guida è una mappa, non un elenco
Il sistema degli incentivi italiani nel 2026 offre risorse concrete per famiglie, lavoratori e imprese. La chiave non è memorizzare tutto, ma sapere dove cercare, quando muoversi e come non perdere per strada ciò a cui si ha diritto.
Tre cose da portare via da questa lettura. L’ISEE aggiornato è la porta d’accesso alla maggior parte dei bonus familiari: non rinnovarlo ogni anno è una scelta che costa. Molti incentivi operano a sportello e si esauriscono prima della scadenza formale, per cui anticipare la domanda vale più di qualsiasi altra mossa. Il cumulo tra bonus è spesso possibile, e non sfruttarlo significa lasciare denaro sul tavolo.
