Cooperative Sociali Tipo A e Tipo B: Differenze, Ruoli e Stipendi

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Infografica che confronta Cooperative Sociali di Tipo A e Tipo B, con ruoli principali, differenze operative e stipendi medi: servizi socio‑assistenziali per il Tipo A e inserimento lavorativo in attività produttive per il Tipo B."

Introduzione

Le cooperative sociali tipo A e tipo B sono due realtà distinte per missione, attività e profili richiesti. Se stai valutando di lavorarci o di costituirne una, la differenza non è solo burocratica: cambia tutto, dai servizi erogati agli stipendi minimi garantiti dal CCNL vigente.


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Cosa dice la legge: la distinzione secondo la L. 381/1991

La norma che regola tutto è la Legge 8 novembre 1991, n. 381. È il testo fondativo delle cooperative sociali in Italia e stabilisce due categorie nette, con finalità diverse ma complementari. Entrambe perseguono l’interesse generale della comunità, ma lo fanno attraverso strade differenti.

La legge non è mai stata abrogata né sostituita: resta oggi il riferimento principale, integrata dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) per gli aspetti fiscali e organizzativi. Conoscerla è il primo passo per capire in quale tipo di cooperativa ha senso lavorare o investire.


Cooperative di Tipo A: chi sono e cosa fanno

Le cooperative di tipo A gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi. In pratica: assistenza anziani, disabilità, salute mentale, infanzia, dipendenze, servizi educativi nelle scuole. Sono le realtà che gestiscono RSA, centri diurni, asili nido convenzionati, comunità terapeutiche.

Il loro cliente principale è spesso il pubblico: comuni, ASL, ambiti territoriali sociali. Lavorano quasi sempre tramite appalti e convenzioni. La qualità del servizio dipende molto dalla stabilità contrattuale dei lavoratori, motivo per cui il CCNL Cooperative Sociali è applicato in modo capillare.


Cooperative di Tipo B: il lavoro come strumento di inclusione

Le cooperative di tipo B hanno uno scopo preciso: inserire nel mercato del lavoro persone svantaggiate. La legge stabilisce che almeno il 30% dei lavoratori deve appartenere a categorie protette: ex detenuti, persone con disabilità fisica o psichica, soggetti in trattamento psichiatrico, dipendenti in recupero, minori in difficoltà familiare.

Svolgono attività produttive di qualsiasi tipo: giardinaggio, pulizie, falegnameria, assemblaggio, raccolta rifiuti, ristorazione, lavanderie industriali. Il lavoro non è il fine, ma lo strumento riabilitativo. Questa distinzione cambia profondamente la gestione interna e i profili ricercati.


Ruoli professionali e figure richieste


Profili tipici nelle cooperative di Tipo A

Nelle cooperative di tipo A la domanda di personale qualificato è costante. I ruoli più ricercati sono operatore socio-sanitario (OSS), educatore professionale, assistente sociale, coordinatore di servizio, psicologo, infermiere. Per molti di questi profili è richiesta una laurea o un attestato professionale riconosciuto.

La progressione di carriera è legata ai livelli del CCNL: si parte solitamente da C1 o C2 per arrivare, con esperienza e titoli, a D1 o D2. Il coordinatore di servizio con anni di esperienza può raggiungere il livello E.


Profili tipici nelle cooperative di Tipo B

Nelle cooperative di tipo B convivono due categorie di lavoratori: il personale di supporto e coordinamento (responsabili di commessa, tutor all’inserimento lavorativo, amministrativi) e i lavoratori svantaggiati inseriti nel percorso riabilitativo. Per questi ultimi non è richiesta qualifica specifica.

I tutor e i responsabili operativi sono figure chiave: gestiscono i percorsi individuali, coordinano le attività produttive e fanno da ponte con i servizi sociali pubblici. Sono inquadrati generalmente tra il livello C1 e D1 del contratto.


Stipendi nelle cooperative sociali: dati reali dal CCNL vigente

Il CCNL Cooperative Sociali, rinnovato il 26 gennaio 2024 e valido fino al 31 dicembre 2025, è attualmente in fase di rinnovo per il triennio successivo. Da ottobre 2025 sono in vigore i nuovi minimi tabellari dopo la terza tranche di aumenti, riferiti a un orario full time di 38 ore settimanali.

Da gennaio 2025 è stata introdotta la quattordicesima mensilità al 50% e il contributo per la sanità integrativa è salito da 5 a 10 euro mensili. Dal gennaio 2026 gli educatori professionali socio-pedagogici transitano al livello D2 con un elemento aggiuntivo temporaneo di 82 euro mensili.

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Tabella comparativa Tipo A vs Tipo B

CaratteristicaTipo ATipo B
Riferimento normativoL. 381/1991 art. 1aL. 381/1991 art. 1b
Attività principaleServizi socio-sanitari ed educativiAttività produttive per inserimento lavorativo
Quota lavoratori svantaggiatiNessun obbligoMinimo 30%
Clienti principaliEnti pubblici, ASL, ComuniAziende, PA, privati
Profili più richiestiOSS, educatori, psicologi, infermieriTutor, responsabili operativi, operai qualificati
Livello ingresso CCNLC1 – C2A1 – B1 (operativi), C1 (tutor)
Stipendio minimo lordo mensileDa 1.560 € (C2 full time)Da 1.360 € (A1 full time)
Vantaggi fiscaliEsenzione IRES, IVA agevolataSgravi contributivi sui lavoratori svantaggiati

Esempi pratici: casi d’uso reali

Una cooperativa di tipo A gestisce un centro diurno per anziani non autosufficienti in convenzione con il Comune. Impiega OSS al livello C2, un coordinatore al livello D2 e uno psicologo al livello E. Il finanziamento arriva quasi interamente dalla retta pubblica.

Una cooperativa di tipo B gestisce un servizio di pulizie per uffici privati. Su 10 dipendenti, almeno 3 sono ex detenuti in percorso di reinserimento. La cooperativa accede agli sgravi contributivi previsti dalla legge e partecipa a gare d’appalto riservate al Terzo Settore.

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FAQ — Domande frequenti sulle cooperative sociali

Cos’è una cooperativa sociale di tipo A?

È una cooperativa che eroga servizi socio-sanitari ed educativi a favore di persone fragili: anziani, disabili, minori, soggetti con dipendenze. Opera principalmente tramite convenzioni con enti pubblici. Il riferimento normativo è l’art. 1, comma 1, lettera a) della L. 381/1991.

Cos’è una cooperativa sociale di tipo B?

È una cooperativa che svolge attività produttive con l’obiettivo di inserire lavoratori svantaggiati. Almeno il 30% della forza lavoro deve appartenere a categorie tutelate dalla legge. Può operare in qualsiasi settore produttivo: dalla ristorazione al giardinaggio, dalle pulizie alla manifattura.

Qual è lo stipendio medio in una cooperativa sociale?

Con il CCNL vigente da ottobre 2025, i minimi lordi mensili vanno da 1.360 € per il livello A1 fino a circa 2.800 € per i livelli apicali, con orario full time a 38 ore settimanali. Su un lordo di 1.540 € il netto si colloca orientativamente tra 1.150 e 1.250 € mensili.

Quali sono i vantaggi fiscali delle cooperative sociali?

Le cooperative sociali sono esonerate dall’IRES sulle attività mutualistiche e beneficiano di aliquote IVA ridotte sui servizi socio-sanitari. Le cooperative di tipo B godono inoltre di sgravi contributivi sui lavoratori svantaggiati assunti, riducendo il costo del lavoro in modo significativo.

Si può lavorare sia in una Tipo A che in una Tipo B?

Sì. Alcune cooperative sono miste, definite A+B, e svolgono entrambe le funzioni contemporaneamente. In questo caso gestiscono servizi sociali e al tempo stesso inseriscono lavoratori svantaggiati nei processi produttivi interni. La forma mista è espressamente prevista dalla L. 381/1991.

Serve una laurea per lavorare in una cooperativa sociale?

Dipende dal ruolo. Per OSS è sufficiente l’attestato professionale regionale. Per educatore professionale, assistente sociale, psicologo o infermiere è richiesta la laurea e spesso l’iscrizione all’albo. Nelle cooperative di tipo B molti ruoli operativi non richiedono titoli di studio specifici.

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